#13 Novembre 2035

“La vita fa schifo e poi si muore”
Quando si dice “avere il dono della sintesi”. La scritta troneggia fiera sulla colonna mezzo annerita del portico che ho davanti. D’istinto, rido.

Sono qui da quello che mi sembra un lasso di tempo interminabile. Finora nell’ordine ho collezionato: l’occhiataccia sospettosa di una vecchietta antidiluviana, lo sguardo compassionevole di una deliziosa coppietta che deve avermi confuso con una clochard, lo spintone distratto di una fashion blogger wannabe che ocheggia urlante gesticolando mentre parla al telefono e l’aria di rimprovero di un vecchio alto e palliduccio che non ha ancora accettato l’avvento della tv a colori.

Mi specchio dentro una vetrina, la saracinesca a rete metallica del negozio è ancora giù ma le porzioni di vetro visibili risplendono sotto il sole che avanza.
Mi esamino in cerca di segni distintivi che possano dare di me un’immagine controversa.
Cominciamo dai capelli, al 70% attorcigliati in una crocchia totalmente casuale e al 30% sparsi disordinatamente tutto attorno al mio spazio vitale. Bene, ma si può migliorare. Occhiaie? Non ne parliamo. Ho dimenticato com’era prima, la mia faccia.
Do un’occhiata al vestiario: quando sono caduta nel tunnel dell’eroina? Mai, mi dico. Allora quell’accostamento di capi di abbigliamento l’ho pensato tutto da sola? Che brava! Tutto merito del mio livello di attenzione pari a quello di un bradipo in siesta pomeridiana. Mentre continuo a ripetermi incredula di avere una casa piena zeppa di specchi che non utilizzo abbastanza – “e non è possibile non accorgersi di quella cazzo di macchia di maionese sui jeans” – qualcuno mi si affianca.

– Tutto ok?
– A dire il vero no.

Non alzo gli occhi. Ho paura di uno che decide intenzionalmente di rivolgermi la parola.

– Andrà meglio domani.
– È proprio una frase del cazzo questa, lo sai? Sarà la milionesima volta che me la sento ripetere. ‘Andrà meglio domani’, dunque? Io sto di merda oggi, il pensiero positivo non aiuta.
– Io veramente…
– …Ma da dove l’avete presa poi, sta genialata del pensiero positivo? Voglio dire, siamo circondati da uno spaventoso mondo di merda. Vediamo uomini, donne e bambini morire davanti ai nostri occhi, tutti i giorni, interrogandoci su quale sia il modo migliore per esprimere il nostro cordoglio sui social. Invece di pensare che basterebbe smetterla di invadere la libertà altrui per evitare anche persino di provocarle, quelle morti, piuttosto che piangerle e pregare. Capisci che è un mondo di merda?
– Certo, lo capisco signorina e mi dispiace molto che la cosa la indispettisca così però…
– Non sono indispettita, amico. Sono fottutamente furiosa. Il sistema non funziona. Non c’è libertà, non ce n’è abbastanza. Mi sveglio tutti i giorni per andare a lavoro, questo obbligo scandisce ogni ora della mia vita che passa. Guadagno dei soldi che dovrebbero servirmi ad estinguere i miei bisogni materiali primari e secondari. La verità è che guadagno il piatto in tavola e perdo il tempo che dovrei impiegare nei bisogni secondari. Lo capisci no? È come un survival.
– A questo proposito…
– Ed io lavoro per permettermi di sopravvivere. Ad una vita che mi costringe a lavorare. Capisci che qualcosa è andata in corto nel sistema? Riesci a vedere? Svegliati Neo, se lo diceva Morpheus possiamo fidarci, svegliati amico. Questo mondo è una macchina “mangia e sputa”. Io e te siamo carne da macello.
– Neo? Chi è Morpheus?
– Amico se avessi il tempo di stare qui a raccontarti nel dettaglio tutto ciò che concerne il magico mondo di Matrix questo discorso non lo staremmo facendo. Lascia perdere Matrix, il cucchiaio che non esiste e la guerra contro le macchine. Non è importante adesso.
– Lo credo anch’io. A dire il vero si sta facendo tardi, quindi…
– Tardi, presto, in orario. “Voi avete gli orologi? Noi abbiamo il tempo”, come diceva quello. Tu decidi se è tardi, tu decidi se ti va di decidere che sia tardi. È nelle tue mani amico. È il tuo fottuto tempo quello che dedichi al lavoro, alle preoccupazioni, ai giramenti di palle e a tutto ciò che non ti va di fare. E quel tempo vale di più di qualsiasi cosa usino per comprarlo.
– …
– Non farti fregare dalla società moderna.
Prenditi il tempo. Il tuo tempo. E spendilo bene.

Restiamo immobili per qualche minuto, senza sapere più che cosa dire. Io ripenso alle scelte discutibili fatte nella mia vita.

– Lei ha ragione, ma credo le serva una dormita.
– Verissimo bello, adesso vado. Ma toglimi una curiosità: chi te la fa fare di stare ad ascoltare una sconosciuta psicopatica che blatera di niente davanti ad un negozio chiuso?
– Lavoro qui, oggi turno al mattino.
– Ah.

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