Psych-edelic_001

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“Sadness is a young lady” by Adelidaw

Salve a tutti, vi scrivo per aggiornarvi su diverse novità (oltre alla nuova grafica del blog che spero apprezzerete! L’artwork nella testata è mio e, se volete, potrete trovarlo anche QUI su redbubble)…

Comincio col dirvi che oggi ho creato il canale Telegram di Malachina “prendendo in prestito” un’idea dell’amico e fantastico blogger CervelloBacato (che vi consiglio subito di leggere e seguire!). Potrete iscrivervi al canale cercando “Malachina” nella barra di ricerca di Telegram oppure cliccando QUI: riceverete di tanto in tanto aggiornamenti che riguardano il blog, me medesima, le mie storie e le novità che coinvolgeranno il sito e la mia triplice attività di studentessa di Semiotica, aspirante scrittrice e, da qualche tempo, anche Responsabile di un Ufficio Stampa di promozione musicale. Non miro a rompervi le scatole 3400 volte al giorno, anzi avrò cura di gestire la cosa con parsimonia e senza esagerare! Giurin giurello, parola di Malachina.
(Per saperne di più leggete questo post di CervelloBacato: Un blogger su Telegram?)

Detto ciò, voglio fare un gioco con voi.
Anche meno inquietante eh!
Lo so, lo so.

Quello che segue è Psych-edelic_001, ovvero la prima parte di qualcosa. Forse una storia breve, forse un racconto, forse soltanto il primo pezzo di un puzzle che non finirò mai.
Ve la fornisco correlata di colonna sonora perché è proprio grazie ad un boost di creatività musicale che sono qui. Vorrei sapere da voi come questa storia dovrebbe continuare, ma non voglio una risposta a parole. Voglio una colonna sonora a vostra scelta che spinga l’intreccio nella direzione secondo voi migliore. Comincio io (alla fine del post): vi aspetto, voglio proprio vedere cosa tirerete fuori!

Respira.
Ricordati di respirare.

Non è semplice dimenticarsi di farlo. Un processo biochimico volontario e involontario al contempo, il coronamento della bugia del libero arbitrio. Un po’ come il cuore che batte.
Potete smettere di prendere aria, potete trattenerla, potete restare in apnea per qualche minuto se siete abbastanza allenati, ma non potete dimenticarvi di respirare. In questo il cervello somiglia in maniera fastidiosa a dio.

Respira.

Nella mia mente si proietta mille e mille volte il ricordo delle sue labbra, il rossetto rosso ciliegia sbavato sui lati della bocca, il fumo condensato che fuoriesce fra i suoi denti non perfettamente dritti – disposti come soldatini zelanti fatta eccezione per un paio di leve che battono la fiacca. Le sue labbra non troppo carnose che si muovono a rallentatore lungo le mie ciglia e mi dicono di respirare. Obbedisco.

Respiro, una boccata d’aria prepotente e famelica. Sento le costole alzarsi sotto il peso dell’ossigeno inalato, se mi concentro e chiudo gli occhi riesco persino a percepire il mio sangue che scorre imperterrito dalla fonte al mare, dal mare alla fonte, ripulito e poi sporco di nuovo. Lo scambio gassoso ha inizio ed io non posso fare a meno di rimanere viva. Le terminazioni nervose del mio cervello sfarfallano come lampadine al neon nel clou di un horror cheap. Mi sono sempre piaciuti i film di serie B. Piccoli capolavori dimenticati dalla storia che viaggiano su binari paralleli a quelli del cinema mainstream, su vagoni ricolmi di appassionati in cosplay.

Quando riapro gli occhi la sua bocca è solo un ricordo sfocato, attorno a me il buio di una stanza chiusa. Che giorno è oggi? Spero non sia lunedì. Il pavimento freddo mi solletica la schiena, nuda come sono simile ad un corpo morto sul lettino metallico di un obitorio di paese. Non so dove sia finito il mio letto, non so neppure se sia mai stato qui. Confusa e frastornata tento di tirarmi su ma rimango bloccata a metà strada, incapace di spiccare il volo: la mia schiena è incredibilmente dolorante. Non ricordo il mio nome. Non ricordo il mio viso. Nel nero profondo di ombre che non conosco provo a guardarmi dentro ma non ci sono risposte. Vorrei dire qualcosa, senza pubblico andrà bene lo stesso: probabilmente è colpa mia. Sembra scontato, banale, melenso, ne sono consapevole. Non so esattamente di quale reato io mi sia macchiata, se penale, civile o morale, etico, fisico o presunto, premeditato o volontario. Di qualunque tipologia si tratti, posso affermare con assoluta certezza di essere la causa del mio male. La ragione che spiegherebbe il mio essere sdraiata qui, senza vestiti e senza pudore, nell’aria fresca di una notte che non mi appartiene. Riesco a pensare con chiarezza lucida e spaventosa a quali possibili tranelli del destino mi abbiano condotto qui. Mentre sento scattare la serratura del mio nuovo mondo oscuro mi viene anche un po’ da sorridere. Riderei se ne avessi la forza, riderei se ricordassi come si fa. Nel dubbio, respiro e aspetto.

Non mi dimentico, giuro.
Respiro.

Vi lascio dunque la colonna sonora, l’album Lonerism dei Tame Impala, e vi chiedo di rispondere qui nei commenti (o sulla pagina Facebook di Malachina) con la vostra personale colonna sonora per Psych-edelic_002. Naturalmente ascolterò tutte le proposte e andrò avanti con quella che riesce ad ispirarmi di più. Partecipate attivamente a questo esperimento sociale e personale: è gratis e non fa male.

Grazie a tutti voi (anche ai nuovi followers, abbiamo superato i 100, vi sono veramente grata per la vostra passione ed il vostro interesse) e buona vita!

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22 pensieri su “Psych-edelic_001

  1. Devo dire che sono stato diversi giorni a pensare quale colonna sonora avrebbe descritto al meglio questa “prima parte di qualcosa”. Ho pensato subito a delle canzoni ma non ero sicuro al 100%.. Non riuscivo ad inquadrare la situazione. Poi stamattina ho sentito una nuova canzone e mi sono venute in mente le tue parole.. Ecco che avevo tutta la scena molto più chiara.. Come se stessi vedendo un film. Insomma ho fatto una scelta molto a sentimento. Spero che ti piaccia e che ti possa ispirare a scrivere il seguito… Sono curioso di vedere come prosegue!
    Continua così perché l’idea è molto bella.. E poi perché mi piace troppo leggere quello scrivi. :))

    White Lies – Take It Out On Me:

  2. Grazie per la visita!
    In genere non partecipo a queste cose … ma visto che amo i Pink Floyd mi associo a Maurizio!
    In alternativa vedrei bene … Miles Davis … Ascenseur pour l’échafaud … qualcosa in chiave Jazz con un pizzico di noir.
    Complimenti per il tuo Blog!
    Grazie
    Buona Giornata
    Ciao
    Francesco

  3. Grazie per avermi invitata a dare il mio contributo, rispondo con piacere :)
    La colonna sonora che ti suggerisco è la canzone CUT dei PLUMB anche se non è una vera e propria colonna sonora :)

  4. Trovata,la mia passione,la colonna sonora di The affair l’ultimo capolavoro di casa Showtime, vincitore di ben 3 Golden Globe che va in onda ora su Sky Atlantic; è molto molto intrigante e il tema musicale la rappresenta assai bene, così insolito, inquietante, parole e musica ripetute ossessivamente. Ascoltalo e poi sappimi dire…

  5. ciao Malachina,

    mentre leggevo la tua storia ho guardato il mio Apple Watch che mi consigliava di respirare e ho sorriso nel sentirmi vicino al tuo racconto. Il mio suggerimento musicale per il prossimo è The Great Gig in the Sky dei Pink Floyd: sono geriatrico, lo so, ma l’ho sentito suonare dal vivo che ero un ragazzino e mi ha cambiato la vita …..

    1. Beh The Dark Side Of The Moon è il mio album preferito perciò direi che apprezzo ancor di più il tuo suggerimento e ne faccio tesoro! Nonostante la mia età sono geriatrica anch’io, se si tratta di emozioni e di musica non esistono età giuste o sbagliate ma solo esperienze positive da rifare, e rifare, e rifare… :) Grazie mille per il tuo contributo!

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