La radice del problema.

flat800x800070f-u3Geometrical Flame by Adelidaw on Redbubble

Quando scrivi, e se scrivi lo sai, non c’è bisogno fisiologico che tenga se una buona storia ti sta scorrendo fuori dalle dita. Mettere nero su bianco e leggere e correggere e riscrivere. E odiare una storia fino a volerla strappare via, cancellarla dalla memoria culturale del mondo, e amarla, amarla e portarla alle estreme conseguenze, appiccicarla ad altre storie che si sono amate e lasciare agire il destino.

Quando scrivi, e se scrivi non lo sai, intorno al te il mondo si distrae dal suo moto perpetuo e si ferma a guardarti. Attende paziente, giorno dopo giorno, che le tue mani gli regalino una nuova favola per dirsi che un giorno smetterà di girare, di correre in tondo a gran velocità, per raccontarsi che forse anche la sua, di storia, potrà avere lieto fine. E alla faccia della teoria del tutto il mondo vorrebbe esplodere, serenamente, in silenzio, portandosi dietro tutte le persone, i film di serie b degli anni settanta, gli appartamentini chic di New York e la letteratura russa.

Quel che ho imparato scrivendo, e se scrivi lo imparerai anche tu, è che non è una questione di vorrei. C’è molto di più nascosto dietro a quella necessità che pochi t’invidiano e che molti non considerano utile allo sviluppo evolutivo della razza umana. Svegliarsi in preda al panico, nel bel mezzo della notte, per il bisogno di scrivere un incipit, un briciolo di quel decimo capitolo rimasto fermo per cinque mesi e mezzo, la svolta malvagia della cameriera del quinto esperimento sul noir. Vivere reclusi in stanze piccolissime o grandi che sembrano piccole perché non c’è luce e niente si muove, passeggiare poi, nei grandi spazi, osservando la gente ed essere osservati dalla gente perché non tutti apprezzano il gesto. La radice del problema, per quanto mi è dato capire, sta nel dovere. Il dovere di scrivere.

Perché l’ispirazione non si sceglie, né si possiede, né si domina.
Perché l’ispirazione ci sceglie, ci possiede e ci domina:
non è che si voglia scrivere, è soltanto che si deve.

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8 pensieri su “La radice del problema.

  1. Troppo vecchio per sentire il furore mistico della scrittura, sono sufficientemente giovane per restare affascinato dalla passione che trapela dalle tue parole.
    Brano assai apprezzato.
    ml

    1. Ti ringrazio tantissimo per il tuo contributo lusinghiero e gentile :) Nessuno è mai troppo vecchio per sentire quel furore mistico, la scrittura non ha limiti di tempo o di spazio, è quello il bello. Sono felice che tu abbia trovato il tempo di passare di qui e soffermarti a leggere, mi scuso per l’imperdonabile ritardo di questa mia risposta ma purtroppo alcune cose mi hanno tenuta lontana dal blog e da internet negli ultimi tempi. Spero di incontrarti di nuovo sotto un altro post, grazie ancora!

      Malachina

  2. Mi piace moltissimo quello che hai scritto ed è proprio vero, “non è che si voglia scrivere, è soltanto che si deve”.
    Oggi, in un modo o nell’altro, mi regali consigli e perle. Grazie mille :)

  3. Sì, le storie, buone o cattive che siano, hanno a loro volta una loro storia.

    (L’ho sempre pensato che pescare, per esempio, fa meglio alla salute. Come anche, sempre per fare un esempio, il gioco delle bocce… SIGH!)

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