La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami

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Voglio parlarvi di un libro o forse voglio solo parlarvi di me.
Ho iniziato a leggerlo ieri, era diverso dagli altri libri di Murakami,
mi sembrava che avesse per la prima volta un collegamento netto con la realtà.
Imprescindibile.
Stamattina avevo voglia di andare avanti, un po’ disillusa
per via di questa sfumatura tanto positivista ma comunque
fermamente convinta di voler scoprire di più.

Un’amica mi aveva detto che la protagonista mi somigliava,
che le aveva ricordato me per tutto il tempo.
E leggendo, parola dopo parola, riga dopo riga,
senza più pause o esitazioni, sono riuscita a ricordare me stessa.

Murakami parla spesso di perdita, di cose perdute, consapevolmente o per caso,
che non possono più tornare, non hanno più la possibilità di essere ritrovate.
Io però ho ritrovato qualcosa nel racconto che parla di un’aspirante scrittrice
con un modo tutto suo di vedere il mondo, nella sua perdita e nel suo ritrovamento,
nel suo rifugio onirico lontano da ogni casualità, distante da ogni inevitabilità.

Ho finito il libro, sono rimasta per qualche secondo a pensare
a come la scrittura riesca a lasciarmi al contempo l’anima piena e vuota,
di un contrasto a volte insostenibile.

La ragazza dello Sputnik è vita, impressa nero su bianco nel mio cuore.
Questo libro sono io, diversa e identica a me stessa,
chiusa nel mio guscio di unicità come molti altri prima di me, come molti altri dopo di me.

Questo libro è un filo rosso che mi riporta a casa.

Gaia

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11 pensieri su “La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami

  1. immagino che tu ti identifichi non tanto nella ragazza dello sputnik quanto nella ragazza che scompare, la scrittrice compulsiva e irrisolta. o forse nell’atmosfera del romanzo, sospesa tra onirico e reale, tu suddivisa nei tre protagonisti.
    ml

  2. sei veramente come la protagonista? ma davvero davvero? e poi una domanda sul libro, secondo te come finisce? nel senso…come hai interpretato il finale? sono davvero curioso perchè è molto criptico, o forse lascia molto all’immaginazione del lettore

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