Stato laico un par di palle.

Primo post del blog, mi scuso per l’assenza di presentazioni dettagliate ma sentivo l’impellente bisogno di scaricarvi addosso questo sfogo. Mi chiamo Gaia, studentessa universitaria di scienze della comunicazione dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, e sono schifata. Vi posto un articolo che mi è capitato di leggere oggi sull’espresso online.

Omofobia: a scuola la Chiesa censura. Essere gay in classe è un calvario. Ma non eravamo uno stato laico?

Stato laico? Per dimostrare quanto sia considerato compromettente affrontare il discorso dell’omofobia a scuola, bisogna partire dai meandri dello Stato. Ovvero dal tragicomico caso dei libretti per “Educare alla diversità” dell’ Unar, l’ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali. La vicenda inizia l’anno scorso, con l’approvazione da parte del ministro tecnico Elsa Fornero della “strategia Lgbt”: un piano per combattere gli stereotipi contro lesbiche, gay, bisessuali e transgender. L’attività procede con successo negli incontri con polizia, giornalisti, sindacati. Fino a che non si tocca il tema scuola. E scoppia il caos.

L’Unar infatti, a nome del dipartimento delle Pari Opportunità, commissiona all’ Istituto Beck – un’associazione scientifica specializzata in psicoterapia – dei libretti rivolti agli insegnanti di elementari, medie e superiori per affrontare il tema del bullismo contro i gay in classe. Il progetto costa 24mila euro (su 500mila di finanziamento totale per la “strategia”) e viene affidato direttamente, senza gara: «per importi così bassi è normale», spiegano dall’ufficio. Quando i libretti sono pronti però, l’Istituto Beck, prima di farli passare al vaglio del ministero dell’Istruzione, li pubblica sul sito, “protetti” da password. Quaranta presunti esperti dovrebbero poterli studiare e scaricare. Uno di loro li pubblica in rete. Il link viene tolto, ma è troppo tardi.

 

E poi:

È panico: il presidente della Cei Angelo Bagnasco consegna al quotidiano della Cei “Avvenire” la sua invettiva contro una «scuola pubblica che sta diventando un immenso campo di rieducazione» perché quei libretti «instillano preconcetti contro la famiglia e la fede religiosa». Sul “Corriere della Sera” Isabella Bossi Fedrigotti si lamenta della guida perché attaccherebbe la «famiglia tradizionale» e sarebbe «una precipitosa corsa in avanti con uno scopo preciso: preparare il terreno al matrimonio omosessuale». Il caso conquista copertine, articoli, speciali: 180 pagine di giornale in poche settimane.

Schifata, anzi no. Schifata è dire poco. Sono disgustata. Dallo stato (volutamente con S minuscola), dalla chiesa (che a mio parere non si è MAI meritata una C maiuscola), da buona parte degli insegnanti e degli studenti, i primi perchè irragionevoli, ignoranti e nocivi per l’apprendimento e la formazione dei cosiddetti giovani, i secondi perchè chiusi, ottusi e vergognosi per i loro comportamenti omofobi e antisociali. Sono disgustata da tutto. Un giorno la mia insegnante di religione del liceo, fortunatamente rimasta con noi soltanto per un anno, disse espressamente in classe che era la bibbia a condannare omosessualità e zoofilia, mettendole sullo stesso piano etico e morale. Disse che uomini e donne dello stesso sesso che consumano l’atto carnale commettono peccato in egual misura rispetto ad uomini o donne che copulano con animali. Quel giorno di tanti anni fa mi rivolsi alla prof. con pochissima educazione mandandola allegramente a fare in culo e denunciando l’episodio a mia madre e alla dirigenza scolastica. Quello che ottenni fu l’esonero per l’ora di religione e la pubblica gogna in classe messa in piedi dalla professoressa, donna con dubbie capacità di intendere e di volere (o almeno mi piace pensare fosse questo il suo problema), che disse – piangendo – testuali parole:

C’è stata una delle vostre mamme che addirittura mi ha denunciato davanti al preside per aver fatto il mio lavoro. Non so chi sia stata ma dico soltanto “vergogna”!

Quel lontano giorno io alzai la mano e le feci presente che la madre era la mia e che continuavo ad essere indignata per l’episodio, ma visto che la mia scuola, come molte altre, non garantiva attività alternative a quella lobotomia cattolica che era l’ora di religione mi trovavo costretta a rimanere in classe ad ascoltare le sue stronzate. Questo è frutto della mia personale esperienza ma mi rendo conto che la stupidità, l’ignoranza e il fanatismo religioso (cattolico, perchè di altro a scuola non si parla) continua tutt’ora a dilagare nelle classi delle scuole elementari, medie e superiori, intaccando pericolosamente il pensiero e la crescita personale degli individui più influenzabili e non ancora formati. Tutto questo mi provoca orticaria mentale, non mi sento parte di questo ricettacolo di pregiudizi che chiamiamo società. Mi fate schifo tutti. Stato laico un par di palle.

PS: Fiera che quella madre indignata sia stata la mia. Fiera di aver ricevuto un’educazione laica, libera da preconcetti, fobie, forme più disparate di razzismo.

Buona vita,
Malachina

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